Chilpancingo, 7 ottobre 2024 (Oscar Ramirez, Reuters/Contrasto)

“Il 6 ottobre a Chilpancingo, capoluogo dello stato sudoccidentale di Guerrero, è stato ucciso il sindaco Alejandro Arcos, che era entrato in carica una settimana prima”, scrive la Bbc. La testa di Arcos, che aveva 43 anni ed era del Partito rivoluzionario istituzionale, è stata lasciata sul tetto di un’automobile. Pochi giorni prima era stato ucciso il suo segretario generale, Francisco Tapia. Secondo il sito SinEmbargo Chilpancingo, che ha circa 280mila abitanti, è diventato l’epicentro della violenza nel Guerrero e la criminalità organizzata si è infiltrata in tutte le istituzioni dello stato. Durante la campagna elettorale per le presidenziali e le amministrative dello scorso 2 giugno, nel Guerrero sono stati uccisi almeno sei candidati a cariche pubbliche. E dal 2006, quando l’ex presidente Felipe Calderón ha schierato l’esercito contro i cartelli della droga, nel paese più di 450mila persone sono morte e migliaia sono scomparse. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1584 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati