Joe Mungo Reed cerca di ricostruire le ragioni per cui siamo arrivati al punto di desiderare un nuovo inizio su una roccia sterile e priva di vita come Marte e immagina cosa potrebbe significare un simile futuro. Il risultato è una saga multigenerazionale che attraversa un secolo, incentrata sulle esperienze di una famiglia di fronte alla catastrofe climatica: una storia toccante ed emotiva di perdita, comunità e della falsa promessa di poter trovare una comoda via di fuga dalle conseguenze delle nostre azioni. Lungo il percorso, Reed c’invita a chiederci cosa sia più facile cambiare: le leggi della fisica o la natura umana? Il libro si apre in un presente fin troppo familiare di crollo climatico: siamo nel 2025 e Hannah è una scienziata alla ricerca di una svolta nell’energia pulita. Sulla spiaggia di un’isola scozzese riceve la visita di un viaggiatore del tempo proveniente da un futuro in rovina che le fornisce conoscenze sufficienti a progettare – ma non a costruire – un reattore a fusione potenzialmente in grado di salvare il pianeta.
Michael Patrick Brady, The Boston Globe
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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati