José Antonio Kast ad Arica, 16 marzo 2026  (Esteban Felix, Ap/Lapresse)

“L’11 marzo si è insediato alla presidenza del Cile l’avvocato di estrema destra José Antonio Kast. Una delle sue prime mosse è stato l’avvio, il 16 marzo, della costruzione di barriere fisiche alla frontiera settentrionale con il Perù per frenare l’immigrazione irregolare, come annunciato in campagna elettorale”, scrive El Mostrador. Altre barriere saranno innalzate al confine con la Bolivia. L’Afp scrive che, secondo il ministro dell’interno Claudio Alvarado, le barriere dovrebbero estendersi per circa cinquecento chilometri. Il piano del governo, chiamato Escudo fronterizo, prevede anche il dispiegamento di militari nelle zone di confine. Secondo i dati ufficiali, oggi in Cile vivono circa 337mila persone straniere in situazione irregolare. Anche se gli omicidi sono aumentati negli ultimi anni, il Cile resta uno dei paesi più sicuri dell’America Latina. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1657 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati