Il 16 marzo, con l’87,15 per cento dei voti a favore, è stata approvata una nuova costituzione kazaca, scrive Eurasianet. Secondo il presidente Qasym-Jomart Toqaev, grazie alla nuova carta “il Kazakistan abbandonerà il suo regime super-presidenziale per orientarsi verso un sistema con un parlamento più influente”. Varie modifiche sembrano però indicare il contrario: il presidente potrà fare direttamente nomine per cariche strategiche – alla banca centrale, ai servizi segreti e alla corte costituzionale – che in precedenza erano soggette all’approvazione del senato, che è stato abolito. Se il nuovo parlamento monocamerale rifiuterà per due volte di approvare le nomine presidenziali, il capo dello stato potrà scioglierlo e promulgare temporaneamente atti con forza di legge.
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Questo articolo è uscito sul numero 1657 di Internazionale, a pagina 33. Compra questo numero | Abbonati