Del signor Demachy non sappiamo praticamente niente, a cominciare dal nome. Nato ad Abbeville, nella Francia del nord, si stabilì a Parigi, studiò con il grande liutista e violista Nicolas Hotman e nel 1685 pubblicò Pièces de violle, en musique et en tablature, una raccolta di pezzi per viola da gamba organizzati in otto suite. Quella di Flore Seube è la prima registrazione completa dell’opera. Studente di Marianne Muller e Paolo Pandolfo, ha ereditato il loro stile molto espressivo, lontano dall’estetismo sereno dell’esecuzione di Jordi Savall. Già dall’inizio, il preludio e l’allemande che aprono la suite n. 1 dimostrano una tecnica solida e un respiro sempre ampio. L’interprete è a suo agio nell’atmosfera meditativa delle sarabande e ravviva le danze con un ritmo decisamente marcato. Nella suite n. 3 la vivacità della courante rafforza il carattere doloroso della sarabanda, e la vitalità delle gighe (n. 8) e la quadratura dei minuetti (n. 7) sono sempre accompagnate da ornamentazioni dosate con cura per rafforzare il carattere dei pezzi senza esagerare. Se siete curiosi di scoprire tutta l’opera di Demachy, questo è il disco per voi.
Jean-Christophe Pucek, Diapason
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1657 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati