Il 23 marzo 2026 gli agenti dell’Immigration and costums enforcement (Ice) hanno cominciato ad affiancare il personale della sicurezza negli aeroporti, una decisione presa dal presidente Donald Trump per far fronte al caos negli scali causato dal blocco dei fondi ( shutdown ) alle attività del dipartimento per la sicurezza interna, che dura da più di un mese e sta provocando ritardi dei voli e disservizi. “Migliaia di impiegati federali del dipartimento sono stati messi in congedo non retribuito, mentre altri, le cui mansioni sono considerate essenziali, lavorano senza essere pagati”, spiega l’Afp. La misura è criticata dai sindacati, che denunciano la mancanza di competenze specifiche degli agenti dell’Ice e il rischio per la sicurezza. “Gli agenti sono coinvolti anche in arresti di migranti senza documenti, quindi cresce il timore che gli aeroporti si trasformino in spazi di controllo migratorio e simbolo della linea politica di Trump”, scrive Vox. Al congresso le trattative per sbloccare la situazione sono ferme e il presidente ha dichiarato di essere pronto a schierare anche la guardia nazionale se l’intervento dell’Ice non dovesse bastare .

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati