Zaporižžja, 24 marzo 2026 (Daria Pasichnyk, Global Images Ukraine/Getty)

In Ucraina i bombardamenti continuano senza sosta. Tra il 21 e il 24 marzo l’esercito russo ha colpito con migliaia di droni e missili infrastrutture e obiettivi civili, tra cui la chiesa di Sant’Andrea, patrimonio dell’Unesco, nella città vecchia di Leopoli. Almeno 22 persone sono morte e più di cento sono rimaste ferite in diverse località del paese. Mentre l’Ucraina era sotto le bombe una delegazione di Kiev, in cui era presente il capo di gabinetto Kyrylo Budanov, era in Florida per una tornata di negoziati con i dirigenti statunitensi, guidati dall’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff. Nei due giorni di colloqui, ha spiegato Volodymyr Zelenskyj, si è parlato soprattutto di come mettere fine al conflitto e delle garanzie di sicurezza per gli ucraini, ma si è discusso anche di un nuovo scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev. Il giorno prima il presidente ucraino aveva dichiarato che i servizi segreti sono al corrente di un piano russo per lanciare una massiccia offensiva nei prossimi giorni, e aveva anche aggiunto di avere informazioni certe sul fatto che l’intelligence di Mosca sta collaborando con l’Iran, riferisce Ukrainska Pravda. Tra il 23 e il 24 marzo l’esercito di Kiev ha colpito un terminale petrolifero russo sul mar Baltico, una raffineria nella regione della Baschiria e un lanciarazzi per missili ipersonici in Crimea.

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati