Questo grande ghiacciaio è il principale residuo della calotta glaciale che un tempo copriva tutta la penisola scandinava (Copernicus/Esa)

◆ La Norvegia è famosa per i suoi fiordi incontaminati. In questa immagine, acquisita da un satellite della missione europea Sentinel-2, le profonde insenature appaiono come linee scure che partono dalla costa e si allungano nell’entroterra.

I fiordi sono stati creati dall’erosione durante le ere glaciali, quando i ghiacci e i fiumi hanno scavato profonde valli tra le montagne. Con il cambiamento del clima, la maggior parte dei ghiacci che coprivano la penisola scandinava si è sciolta e le valli sono state gradualmente riempite dall’innalzamento del livello del mare.

Ma alcuni frammenti di quella calotta glaciale esistono ancora. L’ampia macchia bianca sul lato destro dell’immagine è il parco nazionale del Jostedalsbreen, uno dei più vasti della Norvegia. Circa metà della sua superficie è occupata dai ghiacciai, il più grande dei quali è lo Jostedalsbreen, che misura tra i 450 e i 480 chilometri quadrati.

Lo Jostedalsbreen poggia su un altopiano e copre diversi picchi, il più alto dei quali è il Lodalskåpa (2.083 metri). Alimenta diversi ghiacciai di sbocco che scorrono lungo le valli in tutte le direzioni.

I ghiacciai svolgono un ruolo essenziale per gli ecosistemi della Terra, fornendo una riserva di acqua dolce e sostenendo la biodiversità, l’agricoltura e l’industria. Ma a causa del cambiamento climatico stanno perdendo volume e superficie. Lo scioglimento riduce la disponibilità di acqua potabile e accelera l’innalzamento del livello dei mari, con conseguenze a lungo termine potenzialmente disastrose.–Esa

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati