Il governatore dello stato di Washington, negli Stati Uniti, ha firmato una legge che proibisce ai datori di lavoro di “richiedere ai dipendenti o costringerli” a farsi impiantare microchip sottopelle per sorvegliarne i movimenti. Non sono ancora noti casi di aziende che pretendano l’installazione, ma, dice Brianna Thomas, che si occupa di questioni legali per il governo dello stato, “abbiamo segnalazioni di dipendenti che si fanno mettere i microchip volontariamente. A causa delle dinamiche di potere del mondo del lavoro, una vera libertà di scelta per i lavoratori è impossibile”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati