A sessant’anni, il fragile e goffo Oscar è un poeta colombiano che dopo il successo giovanile ha coltivato una grande opera mai portata a termine. Vive con la madre a Medellín, separato dalla ex moglie e dalla figlia, che lo considerano una figura patetica. Ha la tendenza a ubriacarsi e a declamare versi per strada. Disperato, si rassegna a un lavoro “normale” e diventa insegnante. Quando scopre che una delle sue studenti, Yurlady, scrive poesie molto belle, la candida per un importante premio. Un malinteso, tanto divertente quanto terribile, trasformerà Oscar in un Buster Keaton dell’ipocrisia culturale. Realizzato in due mesi, con attori non professionisti, Un poeta è un film grezzo e crudo, eppure riesce a raccogliere i suoi frammenti taglienti con sobrietà, umorismo e delicatezza.
Hervé Aubron, Le Monde
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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati