Il Kells di cui si parla nel titolo è l’autore stesso: un giovane che a diciassette anni lascia Lione per fuggire da un padre violento e finisce per strada a Parigi. Siamo nel 1970, l’epoca dell’lsd e degli hippy. Per mangiare è costretto a rubare o a mendicare, a volte fa piccoli lavori, deve combattere per proteggersi o per trovare un posto per la notte. Poi, per caso, durante una manifestazione, incontra i suoi nuovi compagni della sinistra proletaria e scopre così la resistenza, quella che gli permetterà finalmente di lasciare la strada. Ed è lì che comincia davvero la sua educazione sociale e culturale; ma per servire la causa bisogna anche imbracciare le armi e scendere a combattere, nella Parigi ancora incendiata dalla guerra d’Algeria e dal sessantotto. Man mano che emergono dissensi all’interno del gruppo, assistiamo ai primi passi della creazione del giornale Libération, per il quale Chalandon scriverà per più di trent’anni. Il libro di Kells è il genere di opera che scuote e che non si dimentica.
Laila Malaouf, La Presse

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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati