A volte, quando sento un disco da recensire, schiaccio il pasto play e quasi immediatamente mi dico: “Sì!”. Non devo andare a prendere gli spartiti per controllare qualche dettaglio o cercare altre registrazioni della stessa musica per fare dei confronti: semplicemente capisco subito che posso solo mettermi ad ascoltare con gioia la musica. È stato il caso di questa integrale delle trascrizioni per pianoforte scritte da Sergej Rachmaninov per il suo strumento. Comincia con tre splendidi movimenti di una Partita per violino di Bach, poi arriva Wohin?, lied da Die schöne Müllerin di Schubert. Forse lo scherzo dal Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn potrebbe essere più leggero, ma Kozák porta una grandissima chiarezza testuale (un elemento di solito trascurato in questo repertorio) e un’esuberanza irresistibile. Oltre a tutto il resto c’è una delle esecuzioni più belle di Liebesfreud di Fritz Kreisler: non mi ero mai reso conto del debito di Rachmaninov con Godowsky per il suo trattamento di questa elettrizzante miniatura. È sicuramente il miglior disco di pianoforte che ho ascoltato quest’anno.
Jeremy Nicholas, Gramophone

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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati