La narrazione comincia e finisce nel luglio del 1998, la notte della finale dei Mondiali. Il sergente Ipi ha invitato gli uomini di Oetimu, un villaggio al confine tra Timor Est e Timor Ovest, a guardare la partita nella stazione di polizia locale. Fin dalla prima riga si scopre che la casa dell’amico di Ipi, Martin Kabiti, sarà assaltata da uomini violenti in cerca di vendetta contro l’ex mercenario anti-insurrezionale, ma nei capitoli successivi Nesi riavvolge il racconto per concentrarsi sui singoli personaggi di Oetimu e sulle intricate dinamiche politiche della regione. C’è Maria, convinta che l’esercito indonesiano, la chiesa cattolica e il governo siano “fondamentalmente criminali”. Anni prima ha avuto una relazione con Yosef, oggi sacerdote, quando lui era ancora in seminario. Più avanti padre Yosef viene sorpreso a baciare la vedova Maria, dopo che un convoglio militare ha investito e ucciso senza alcun riguardo suo marito e suo figlio. Nesi intreccia con fluidità le vite dei personaggi e riesce a fornire il complesso contesto storico necessario alla scena culminante del massacro nella casa di Martin.
Publishers Weekly
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati