Kawnat Haju, Afp/Getty

Il 18 maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un nuovo attacco già pianificato contro l’Iran, su richiesta di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Trump ha spiegato che “ora sono in corso negoziati seri”, ma ha aggiunto che se non si raggiungerà un accordo accettabile, gli Stati Uniti procederanno con “un assalto pieno e su larga scala con pochissimo preavviso”. Il giorno dopo Teheran ha avvertito che aprirà “nuovi fronti” se gli Stati Uniti colpiranno. L’Iran vorrebbe anche che Washington facesse pressioni su Israele perché metta fine ai bombardamenti nel sud del Libano, cosa che però la Casa Bianca non sembra disposta a fare. Israele e Hezbollah, la milizia libanese sostenuta da Teheran, si accusano a vicenda di violare il cessate il fuoco. Il 19 maggio l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di altre dodici città e villaggi del sud del paese, scrive Al Modon. Da quando la guerra tra Israele e Hezbollah è ripresa il 2 marzo, un milione di libanesi sono stati costretti a lasciare le loro case, e le vittime dei bombardamenti israeliani sono più di tremila. Nella foto, il villaggio di Deir el Zahrani, il 13 maggio 2026 .

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati