El ser querido
Esteban (Bardem) è un celebre regista, con una filmografia solida e una reputazione da ex ribelle. Per il suo ultimo film decide di scritturare la figlia Emilia (Victoria Luengo). Potrebbe sembrare un atto di generosità, una spinta del padre alla carriera in stallo di Emilia. Ma c’è anche la speranza, forse, che questa occasione possa contribuire a stemperare le tensioni tra i due, incancrenite in tredici anni di distacco. Sorogoyen sceglie di spaziare tra diversi formati, pellicole e stili di ripresa. E all’inizio può spiazzare. Ma poi, anche grazie a un ritmo incalzante e potente, El ser querido si rivela un’opera superba e avvincente, che esplora le fratture generazionali, le divisioni di genere e le profonde cicatrici di un rapporto padre-figlia. Wendy Ide, Screen International
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 85. Compra questo numero | Abbonati