Nel 1949 il celebre romanziere tedesco e premio Nobel Thomas Mann (Hanns Zischler), fuggito dai nazisti prima della guerra per rifugiarsi in California, torna in Germania accompagnato dalla figlia per ricevere un premio. Ma sconcerta tutti esprimendo l’intenzione di accettare un secondo premio a Weimar, all’epoca nella Germania Est. Ecco un’inestimabile e raffinata vignetta del passato la cui asciuttezza riesce a stento a contenere il dolore personale e storico dei suoi personaggi. Un film sull’esilio e il tradimento, sull’impossibilità di tornare a casa e di riconciliare i figli di un artista con la loro importanza secondaria. Peter Bradshaw, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 85. Compra questo numero | Abbonati