In questa intrigante saga liberamente ispirata al Decalogo VI di Krzysztof Kieślowski e ambientata a Parigi, Asghar Farhadi intreccia alcuni personaggi in due storie distinte. La prima è quella narrata dallo squallido romanzo della scrittrice guardona Sylvie (Huppert), ispirato dagli sconosciuti che lei spia dalla finestra e immagina incastrati in un sordido triangolo amoroso. Una narrazione parallela mostra cosa accade realmente nella loro vita e che, almeno inizialmente, è meno drammatico. Questa interessante riflessione sulla curiosità, sulla verità e sull’estro artistico è forse un po’ troppo complicata, ma anche grazie al cast risulta avvincente. Anna Smith, Time Out

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 85. Compra questo numero | Abbonati