Siccome questa è una favola, tutto finisce bene. Anzi, così bene che tutti gli altri lieto fine, d’ora in poi, potrebbero doversi interrogare seriamente sulla loro performance professionale. Naturalmente in questo libro si piange anche parecchio. Solo Hannes, il protagonista di questo romanzo d’amore, a un certo punto, dopo parecchi colpi inferti dal destino, resta per un momento senza forze: “Poteva piangere, ma non aveva più lacrime”. Hannes, un ragazzo silenzioso che in una notte di tempesta in Bassa Sassonia scopre un talento per il pianoforte, è infelicemente innamorato di Polina, rumorosa e piena di gioia di vivere. Qui non ci sono interrogativi esistenziali multipli e irrisolti, né il soffio gelido del postmodernismo, ma solo destino, provvidenza e il loro compimento. Soprattutto ci sono le tre grandi “h” della canzone sentimentale tedesca: Heilung, Hoffnung e Harmonie, guarigione, speranza e armonia.
David Hugendick, Die Zeit

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati