Non so che tipo di rapporto James Gray abbia con i suoi fratelli, o se ne abbia, ma nelle sue opere (Little Odessa, I padroni della notte) il legame fraterno assume una portata shakespeariana. In Paper tiger, Irwin (Teller) è un ingegnere, tradizionalista e padre di famiglia, mentre il fratello Gary (Driver) è un ex poliziotto opportunista. Nel 1986 i due si lanciano nel progetto di bonifica del canale Gowanus, a Brooklyn. Gary spera di arricchirsi con gli appalti governativi, mentre Irwin ha una visione più idealistica. In questa tragedia con il ritmo di un thriller Gray ripropone suoi elementi ricorrenti: oltre ai fratelli, c’è la mafia russa e ci sono i quartieri periferici di New York degli anni ottanta. Sembra che il regista stia cercando d’incastrare gli stessi pezzi in configurazioni diverse, tentando di dare forma a un capolavoro ancora incompiuto. Alison Willmore, Vulture

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 85. Compra questo numero | Abbonati