Il cosiddetto scandalo Lockheed, scoppiato nel 1976, portò alla luce una rete globale di tangenti pagate tra gli anni cinquanta e settanta dall’azienda aerospaziale statunitense a funzionari, politici e intermediari per assicurarsi la vendita dei suoi velivoli, in particolare dell’aereo di linea L-1011 TriStar, in Giappone, Germania Ovest, Paesi Bassi e Italia. Il caso, svelato da una commissione d’inchiesta del senato statunitense, segnò uno spartiacque nella storia del Giappone del dopoguerra e spinse a rafforzare le misure sulla trasparenza e il controllo dei finanziamenti alla politica. Fu seguito ampiamente dai mezzi d’informazione giapponesi, aumentando così la pressione sui politici, che furono costretti a discuterlo in parlamento, amplificando la portata del caso. Il giornalismo investigativo nacque in Giappone proprio in quegli anni e diventò uno strumento per far conoscere ai cittadini verità altrimenti nascoste.
Il 2 aprile 1976 il New York Times scriveva che fin dagli anni cinquanta la Cia sapeva dai suoi canali all’ambasciata statunitense a Tokyo delle tangenti pagate dalla Lockheed ai politici giapponesi. Ancora oggi in Giappone persistono teorie complottiste sul motivo per cui Washington fece scoppiare lo scandalo in quel momento. “Il governo statunitense ha un trascorso di richieste segrete al governo giapponese perché acquisti equipaggiamenti di difesa americani”, scrive il settimanale Bungei Shunjū. C’è poi chi ritiene che Washington abbia voluto punire Kakuei Tanaka, primo ministro tra il 1972 e il 1974, “per aver normalizzato le relazioni con la Cina e aver perseguito una politica estera autonoma con lo scopo di procurarsi fonti energetiche come petrolio e uranio da soggetti non legati alle aziende statunitensi”. Tanaka fu arrestato e condannato a quattro anni di detenzione nel 1983 per aver ricevuto 500 milioni di yen dalla Lockheed, ma rimase in libertà in attesa del processo d’appello alla corte suprema e morì nel 1993. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 56. Compra questo numero | Abbonati