Avete mai visto un uovo che viene fuori dalla gallina? È così che comincia Hen, del regista ungherese György Pálfi. Questa scena iniziale permette all’autore di mettere alla prova la nostra capacità di entrare in sintonia con la premessa del film: il punto di vista sarà esclusivamente quello dell’animale, lente narrativa e morale. Un pulcino nero, miracolosamente sopravvissuto alla selezione industriale, diventa una gallina che anela alla libertà. Girato in Grecia, senza ricorrere all’intelligenza artificiale o alla computer grafica, il film è una piccola meraviglia di maestria artigianale in cui la gallina (in realtà, otto galline diverse) sembra adattarsi alla recitazione con disarmante facilità, pur mantenendo un’indifferenza che avvicina il film al genere documentaristico. György Pálfi prende sul serio l’idea di uno sguardo decentrato. Gli esseri umani sono silhouette fugaci le cui storie ci giungono solo nella misura in cui rappresentano qualcosa per la gallina. Laura Tuillier, Libération

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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati