Das Mirakel (Il miracolo) nacque dalla collaborazione di tre importanti creatori: il librettista Karl Vollmöller, oggi ricordato come cosceneggiatore dell’Angelo azzurro, il produttore e regista teatrale e cinematografico Max Reinhardt, la più grande star dell’epoca nel suo campo, ed Engelbert Humperdinck, famoso soprattutto come autore dell’opera Hänsel e Gretel. Pantomima in due atti e un intermezzo per coro e orchestra, fu un progetto follemente ambizioso: più di duemila interpreti tra cantanti, ballerini e comparse, un coro di 150 voci e un’orchestra di duecento musicisti. Riscosse un successo formidabile. Narra le tribolazioni di Megildis, una monaca che tentata da un cavaliere abbandona il convento per condurre una vita mondana. Una statua della Vergine prenderà vita per occupare il suo posto fino a quando lei, pentita e perdonata, tornerà alla sua vocazione. Questo album non ha i dialoghi, ma quel che è importante è che ci offre 89 minuti del miglior Humperdinck, serviti benissimo da Steffen Tast e i suoi coro e orchestra berlinesi. L’abilità di Humperdinck nel passare da una sobria atmosfera religiosa alla sensualità di brani come La danza della torcia è ammirevole. E la sua straordinaria inventiva melodica non delude mai.
Juan Manuel Viana, Scherzo

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Questo articolo è uscito sul numero 1668 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati