Il 12 giugno, dopo dieci anni di negoziati, è entrato in vigore il Sistema europeo comune di asilo. Il patto introduce un inasprimento della politica migratoria dell’Unione europea, con maggiori controlli alle frontiere e un’accelerazione delle procedure di asilo e rimpatrio. I richiedenti asilo provenienti da paesi considerati sicuri dovranno aspettare la decisione sulla loro domanda in centri di detenzione che possono trovarsi anche in paesi terzi, cioè non in quello di provenienza né in quello di arrivo. Secondo il quotidiano olandese Nrc “chiunque esamini il dibattito sulla migrazione non può fare a meno di notare che i diritti umani universali – fondamento dell’Unione – retrocedono davanti alla volontà politica di apparire intransigenti”. Intanto, in Spagna, la procedura straordinaria di regolarizzazione degli immigrati ha già ricevuto più di 900mila domande. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati