“Dopo le elezioni dell’ottobre 2024 che, contestate dall’opposizione, hanno scatenato una rivolta, la repressione si è intensificata in tutto il Mozambico. Oppositori e giornalisti subiscono attacchi in un clima d’impunità”, scrive Zitamar News, il sito mozambicano che ha collaborato a un’inchiesta di Forbidden Stories. Il collettivo di giornalisti ha continuato il lavoro di Arlindo Chissale (nella foto), reporter di 46 anni originario della provincia del Cabo Delgado, rapito da cinque uomini in uniforme nel gennaio 2025, mentre viaggiava su un autobus. Da allora non si hanno sue notizie. “L’elenco dei casi irrisolti è lungo. Ibraimo Mbaruco di Rádio Comunitária de Palma ha inviato un messaggio a un collega il 7 aprile 2020, dicendo di essere ‘circondato da soldati’, prima di sparire. João Chamusse, direttore del sito Ponto por Ponto, noto per i suoi editoriali contro la corruzione e il malgoverno, è stato trovato morto nella sua casa a KaTembe il 14 dicembre 2023. Nel dicembre 2024 la polizia ha ucciso Albino Sibia, un blogger trentenne, che stava facendo la diretta su Facebook di una protesta. Selma Inocência, giornalista della tv, ha denunciato di essere stata avvelenata durante un viaggio di lavoro. Ora vive in Germania e ha problemi di salute. Mentre i casi si accumulano, le autorità fanno poco o nulla. La situazione è molto preoccupante nel Cabo Delgado, dove le autorità tentano di imporre un blackout informativo sul conflitto tra il governo e i ribelli di Al Shabab”. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati