Kiev, 15 giugno 2026 (Andriy Zhyhaylo, Oboz.ua/Global Images Ukraine/Getty)

Il 16 giugno si sono ufficialmente aperti i primi capitoli del negoziato per l’adesione dell’Ucraina (e della Moldova, altro paese ex sovietico) all’Unione europea. Negli stessi giorni, durante il vertice del G7 che si è tenuto a Évian, in Francia, i leader di Europa e Stati Uniti hanno ribadito il sostegno a Kiev, annunciando nuovi aiuti militari e sanzioni contro Mosca. Intanto, mentre la diplomazia fatica a produrre risultati, continuano gli attacchi russi sull’Ucraina. Nella notte tra il 14 e il 15 giugno centinaia di droni e missili hanno colpito Kiev e altre zone del paese, uccidendo undici persone e ferendone più di cinquanta. Nel bombardamento è stata danneggiata anche la cattedrale della Dormizione, nel Monastero delle grotte, uno dei più importanti siti religiosi ucraini. Nei giorni successivi, scrive il Kyiv Independent, altre 14 persone sono morte in diversi attacchi in tutto il paese, mentre l’esercito ucraino ha colpito una raffineria di petrolio nella regione di Krasnodar e due ponti che collegano il territorio russo alla penisola di Crimea. Il 14 giugno, infine, nel canale della Manica le forze britanniche hanno sequestrato una petroliera della flotta ombra russa, accusata di esportare greggio aggirando le sanzioni.

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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati