Uno studio pubblicato su Nature potrebbe aver trovato i segni delle prime epidemie di peste di cui si abbia notizia. L’analisi del dna estratto dai resti umani provenienti da quattro siti intorno al lago Baikal, nel sudest della Siberia, ha rivelato la presenza del batterio Yersinia pestis in 18 individui. La distribuzione dei casi indica che il patogeno è stato trasmesso da un essere umano all’altro in due focolai separati, risalenti a un periodo compreso tra 5.500 e 4.200 anni fa. Secondo i ricercatori i risultati suggeriscono che la peste circolava nelle comunità di cacciatori-raccoglitori centinaia di anni prima delle epidemie del neolitico, contraddicendo la tesi secondo cui le alte densità di popolazione raggiunte dopo la transizione all’agricoltura erano una condizione necessaria per la trasmissione di questa malattia.

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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati