◆ Circa il 15 per cento dell’aumento delle temperature globali dall’inizio dell’era industriale non è dovuto ai gas serra come l’anidride carbonica e il metano, ma ad altre sostanze legate alle attività umane, in particolare il monossido di carbonio e i composti organici volatili (Cov), conclude uno studio pubblicato su Science. Queste sostanze, chiamate “gas serra indiretti”, reagiscono con altri composti presenti nell’atmosfera producendo ozono, che quando si trova nella parte bassa dell’atmosfera intrappola il calore impedendogli di disperdersi nello spazio. I gas serra indiretti reagiscono anche con i radicali ossidrili, composti normalmente responsabili della degradazione del metano e di altri inquinanti.

L’aumento della loro concentrazione quindi riduce la disponibilità di radicali ossidrili per l’eliminazione di queste sostanze. Il monossido di carbonio è prodotto dalla combustione incompleta degli idrocarburi, soprattutto nelle caldaie, nelle stufe e nei motori più vecchi, mentre i Cov evaporano dai combustibili fossili, dalle vernici e dai solventi. Mentre l’anidride carbonica può rimanere nell’atmosfera per secoli e il metano per decenni, queste sostanze si degradano molto più rapidamente, resistendo al massimo qualche anno. Questo significa che intervenire sui gas serra indiretti potrebbe avere rapidamente un impatto significativo sull’aumento delle temperature. I governi dovrebbero quindi includerli nei loro piani d’azione contro il cambiamento climatico.

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati