A Pszczyna la vita scorre tranquilla. La cittadina, che si trova in una zona collinare nel sud della Polonia, ha un castello neobarocco, una chiesa neobarocca e circa 25mila abitanti. E una gelateria chiamata Pod debem (Sotto la quercia). Di per sé non ci sarebbe nulla di straordinario: la Polonia è un paradiso per gli amanti del gelato. Ma Pod debem è diventata un caso politico, suscitando un acceso dibattito su pari opportunità, merito e mobilità sociale.
Alla fine di ogni anno scolastico la proprietaria della gelateria, Jolanta Hałas, offre gelati gratis agli alunni. Lo fa da venticinque anni. Condizione necessaria: la cosiddetta biało-czerwony pasek, una striscia bianca e rossa sulla pagella scolastica a indicare che l’alunno o l’alunna ha conseguito ottimi voti. Si ottiene quando la media è di almeno 4,75. In Polonia, come in Svizzera, il voto più alto è 6, ma la sufficienza è fissata a 2. Le strisce bianche e rosse si usano a partire dalla quarta elementare e sono considerate uno status symbol. In molte case i genitori espongono le pagelle con la pasek.
Anche quest’anno, quindi, gli alunni migliori si sono messi in fila davanti alla gelateria mostrando le pagelle con la striscia bianca e rossa, e hanno ricevuto il loro dolce premio. Quelli con voti più bassi sono rimasti a bocca asciutta. “È una discriminazione”, ha dichiarato la garante per l’infanzia Monika Horna-Cieślak dopo aver saputo dell’iniziativa. E si è acceso il dibattito. Questa “simpatica iniziativa privata”, come l’hanno definita alcuni abitanti di Pszczyna, è davvero una forma di discriminazione? È giusto premiare il merito, hanno detto alcuni. Ottenere voti alti non è sinonimo di merito, hanno ribattuto altri.
Avere una buona pagella non è una semplice questione di merito, ha sottolineato Horna-Cieślak. Dipende soprattutto dal capitale sociale e culturale delle famiglie d’origine. Anche la moderna psicologia motivazionale considera problematica la prassi di offrire ricompense per i risultati scolastici. Ridurrebbe infatti la motivazione intrinseca: gli alunni non studierebbero per il piacere d’imparare, ma per ottenere elogi e ricompense, in questo caso un gelato. Sarebbe un modo per strumentalizzare l’apprendimento, un timore condiviso dalla garante. Tuttavia, molti polacchi considerano il suo intervento un retaggio dell’era socialista, quando il successo individuale era guardato con sospetto.
Hałas ha reagito revocando l’iniziativa, ma molti abitanti non hanno apprezzato e l’hanno invitata a non cedere alle pressioni. Horna-Cieślak ha invece cercato di placare le polemiche organizzando una “festa per tutti i bambini”, che però è stata definita da molti un goffo tentativo di “salvare la faccia”. Alla fine Halas ha fatto sapere che si prenderà del tempo per decidere se riproporre i gelati gratis al termine del prossimo anno scolastico.
Pagelle e attestati
L’episodio di Pszcznya evidenzia un conflitto tra vecchia e nuova Polonia. I polacchi hanno detto addio da tempo al livellamento sociale imposto dallo stato. Dopo il 1989 il paese è stato protagonista di una rapida trasformazione economica. In quegli anni si è affermato un nuovo paradigma: chi s’impegna e lavora sodo arriverà in alto. In molti paesi post-socialisti l’istruzione è diventata una promessa di salvezza. È per questo che i genitori iscrivono i figli, fin da piccoli, a “corsi di sviluppo” e li spingono a imparare le lingue e a eccellere nella musica e nello sport. Pretendono massimo impegno. Pagelle e attestati assumono una grande importanza, perché quest’impegno dev’essere riconosciuto anche dalla collettività.
Si spiegano così la pasek in Polonia, ma anche i diplomi universitari rossi e le medaglie d’oro in Russia, Bielorussia, Ucraina, Repubblica Ceca e Slovacchia.
In Polonia l’ideologia socialista è solo un ricordo, ma il valore dei riconoscimenti formali è rimasto intatto. Chi eccelle dev’essere celebrato pubblicamente. Esibire una pasek equivale a dire: sono bravo, disciplinato e farò strada. Agli occhi di molti, criticando l’iniziativa dei gelati la garante per l’infanzia ha messo in discussione la promessa di un’ascesa sociale, nonché la radicata convinzione che i voti siano fonte di motivazione, mentre nella pedagogia moderna sono considerati un semplice strumento di selezione.
Privilegi sociali
Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), in Polonia l’estrazione sociale incide fortemente sui risultati scolastici. Per quanto riguarda i laureati di età compresa tra i 25 e i 34 anni, c’è un divario di 68 punti percentuali tra quelli con genitori con laurea e quelli con genitori privi di un diploma di scuola secondaria. Si tratta di uno dei divari più ampi tra i paesi esaminati.
In questo contesto, la striscia bianca e rossa rischia di perpetuare e celebrare i privilegi sociali. È per questo che l’iniziativa di Hałas ha generato discussioni così aspre al di fuori della sua gelateria.
(Traduzione di Claudia Tatasciore)
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