Lo scorso 4 settembre l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione promossa dal Togo e sostenuta dagli altri stati africani per incoraggiare l’uso di mappe che rappresentino con più precisione le dimensioni dei territori.

Il testo è stato approvato con 164 voti favorevoli, uno contrario, quello degli Stati Uniti, e sei astensioni. La risoluzione raccomanda l’uso di una proiezione chiamata Equal earth, presentata dai cartografi Tom Patterson, Bojan Šavrič e Bernie Jenny nel 2018.

Questo tipo di rappresentazione conserva le proporzioni delle superfici, restituendo all’Africa, per esempio, una dimensione più vicina a quella reale rispetto a come appare in molte mappe tradizionali che usano la proiezione di Mercatore, elaborata dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore nel 1569.

La proiezione di Mercatore conserva gli angoli e le forme dei paesi, una caratteristica particolarmente utile per la navigazione, ma altera le superfici man mano che ci si allontana dall’equatore.

Ecco perché la Groenlandia può apparire grande quasi quanto l’Africa, che in realtà ha una superficie circa quattordici volte maggiore. Anche l’Alaska, in alcune rappresentazioni di Mercatore, sembra avere dimensioni comparabili a quelle del Brasile, anche se lo stato statunitense è molto più piccolo.

New York Times

Il dibattito sulla rappresentazione cartografica del pianeta non è nuovo. Tra le proiezioni che cercano di rappresentare con maggiore precisione le aree dei continenti, c’è la Gall-Peters, diventata popolare tra gli anni settanta e ottanta. Proposta dal pastore scozzese James Gall nel 1885, fu ripresa dal tedesco Arno Peters nel 1973. In questa proiezione si conservano le proporzioni fra i territori, ma cambiano di più le forme.

Peters la propose durante gli anni della decolonizzazione, quando molti paesi africani e asiatici avevano ottenuto da poco l’indipendenza ed erano allora chiamati “terzo mondo” o “paesi in via di sviluppo” (oggi circola più spesso l’espressione global south, sud globale). La comunità cartografica accolse la proposta con diffidenza, contestando a Peters di non aver riconosciuto il lavoro di Gall e di aver esagerato i difetti di Mercatore. Nonostante le critiche, la proiezione fu adottata da organizzazioni come l’Unesco e usata per anni da riviste e ong per rappresentare in modo più equo i rapporti tra i paesi.

Atlas Obscura

La proposta arrivata al voto all’assemblea generale si deve invece anche al successo della campagna di sensibilizzazione #CorrectTheMap, “correggi la mappa”, sostenuta dall’Unione africana. La risoluzione approvata “riconosce e afferma che le rappresentazioni cartografiche sproporzionate, in particolare quelle basate sulla proiezione di Mercatore, hanno prodotto effetti duraturi sul piano cognitivo, educativo, culturale, geopolitico e socioeconomico, contribuendo a una drastica riduzione delle dimensioni percepite dell’Africa e di altre regioni del mondo nell’immaginario collettivo globale”, scrive il Guardian.

Chi non è d’accordo

Gli Stati Uniti hanno votato contro la risoluzione perché, sostengono, il testo promuove un “programma ideologico” e rappresenta “una distrazione dai veri problemi della pace e della prosperità internazionali e delle buone relazioni tra gli stati”.

L’Ucraina invece si è astenuta perché alcune rappresentazioni associate alla proiezione Equal earth mostrano la Crimea con un colore diverso dal resto del paese e questa scelta potrebbe creare ambiguità sullo status del territorio, occupato dalla Russia ma riconosciuto internazionalmente come parte dell’Ucraina.

E infine c’è il Giappone, che aveva votato a favore, ma di recente ha contestato una rappresentazione delle isole Curili, che nel paese sono chiamate Territori del nord. Secondo il governo giapponese, la mappa presenta le isole con lo stesso colore della Russia, in contrasto con la posizione ufficiale di Tokyo. I rapporti tra i due paesi si sono deteriorati il mese scorso, quando il presidente russo Vladimir Putin ha visitato a sorpresa una delle isole contese.

La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha detto che la visita “offende i sentimenti del popolo giapponese” ed è “assolutamente inaccettabile”. Le isole, ha aggiunto, sono “parte integrante del Giappone, sia dal punto di vista storico sia secondo il diritto internazionale”. La Russia ha respinto le dichiarazioni di Takaichi, definendole “politicamente inappropriate, offensive e, naturalmente, prive di fondamento giuridico”.

Questo articolo è tratto dalla newsletter Numeri.

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