Una campagna guidata dai paesi africani per rivedere il modo in cui i continenti sono rappresentati sulle mappe ha ottenuto il sostegno delle Nazioni Unite, trasformando quella che era partita come un’iniziativa di sensibilizzazione in un quadro di riferimento per le politiche multilaterali.
Con 164 voti a favore, uno contrario (Stati Uniti) e sei astensioni (Estonia, Georgia, Lituania, Moldova, Serbia, Ucraina), la risoluzione Correct the map è stata adottata dall’assemblea generale il 4 settembre. Il testo incoraggia governi, scuole, enti internazionali e piattaforme tecnologiche a usare proiezioni come la Equal earth. Il risultato è un riconoscimento globale per la campagna Correct the map, lanciata dalle organizzazioni Africa no filter e Speak up Africa.
Il ministro degli esteri del Togo Robert Dussey, che ha presentato la risoluzione a nome del Gruppo africano, ha dichiarato all’assemblea generale dell’Onu: “Le carte geografiche plasmano la nostra comprensione del mondo. Indirizzano la scuola, alimentano l’immaginazione e influenzano le percezioni collettive”.
La proiezione di Gerardo Mercatore (in olandese Gerhard Kremer) del 1569 era pensata per la navigazione, quindi rispetta le direzioni ma ingrandisce le masse terrestri man mano che ci si allontana dall’equatore. L’Africa, per esempio, ha una superficie di circa 30,37 milioni di chilometri quadrati, la Groenlandia di 2,17 milioni: quindi l’Africa è quattordici volte più grande, ma in un planisfero basato sulla proiezione di Mercatore i due territori hanno dimensioni simili. Equal earth, invece, è una proiezione equivalente, cioè conserva le proporzioni tra i continenti. Dussey ha chiarito che la risoluzione non impedisce di usare la proiezione di Mercatore, “la cui utilità storica per la navigazione è innegabile”, né impone a tutti i paesi di adottare le mappe Equal earth. Incoraggia però l’uso di proiezioni che riflettano le dimensioni corrette dei continenti, in particolare in ambiti come quello scolastico e giornalistico. Questa precisazione ha garantito alla proposta il sostegno di alcuni paesi che nutrivano dubbi sul modo in cui le carte basate su Equal earth rappresentano i confini.
La Russia ha votato a favore della risoluzione, vedendo nell’iniziativa un tentativo di correggere uno squilibrio consolidato. Ha inoltre collegato la campagna agli sforzi africani per affrontare l’eredità del colonialismo, sostenendo che la raffigurazione sproporzionata del continente è diventata parte di un sistema più ampio nel quale “il ruolo e l’importanza dell’Africa sono sminuiti”.
Il fatto che la campagna sia partita dall’Africa è un elemento centrale. Secondo Moky Makura, la direttrice esecutiva di Africa no filter, il voto dimostra che è possibile mettere in discussione una rappresentazione accettata da secoli: “Centosessantaquattro paesi sono d’accordo: è arrivato il momento di correggere le carte geografiche”. La campagna era partita infatti da una riflessione più ampia sulle narrazioni che spesso vengono accettate senza essere sottoposte a un esame critico.
“Il vero lavoro comincia adesso”, sostiene Makura. “Vogliamo vedere cartine geografiche accurate nelle scuole, nei libri di testo, nelle redazioni, nelle aziende e sulle piattaforme digitali usate ogni giorno da miliardi di persone”.
La fase successiva della campagna si misurerà quindi sulle azioni concrete intraprese dalle istituzioni. La risoluzione incoraggia gli stati membri dell’Onu ad adottare e a diffondere proiezioni equivalenti per la didattica, nell’amministrazione e nel digitale. Chiede inoltre di promuovere nelle scuole un’educazione critica alla cartografia e di rafforzare le capacità nazionali in campo geospaziale, in particolare nei paesi poveri. Invita le organizzazioni internazionali e regionali a cooperare di più quando si tratta di definire gli standard geospaziali, e a sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore delle proiezioni cartografiche. Le aziende tecnologiche e le piattaforme digitali sono incoraggiate a collaborare con i governi e le realtà regionali per una rappresentazione geografica più accurata.
L’Unione africana si era già mossa in questa direzione ad aprile adottando Equal earth. Dopo di che il Togo ha portato la questione all’assemblea generale dell’Onu. Dussey ha presentato la risoluzione come parte di uno sforzo più ampio volto a cambiare il modo in cui la conoscenza geografica viene prodotta e trasmessa. “Correggere la carta geografica significa riflettere sul modo in cui la conoscenza viene prodotta, trasmessa e visualizzata”, ha affermato.
La scelta di Parigi
Il passo successivo è già stato fatto fuori del continente. La Francia, che ha patrocinato la risoluzione, ha annunciato il 4 settembre che abbandonerà la proiezione Mercatore nelle rappresentazioni ufficiali del planisfero per usarne altre adeguate ai diversi scopi, come la proiezione Eckert IV. La Francia diventa uno dei primi paesi a modificare le sue pratiche cartografiche ufficiali, ma scegliendo una proiezione diversa da quella promossa dalla campagna Correct the map. Anche il Togo ha annunciato che aggiornerà i testi scolastici di geografia entro la fine del 2026.
Questi cambiamenti saranno un primo test: il voto dell’Onu riuscirà a modificare le carte geografiche con cui le persone avranno a che fare nella loro vita?
Il passo successivo è stato fatto. La Francia abbandonerà la mappa di Mercatore
Il voto ha incontrato anche l’opposizione di alcuni paesi. Gli Stati Uniti hanno votato contro la risoluzione perché, secondo la loro rappresentante, l’assemblea generale stava dedicando attenzione a una questione non prioritaria. “La risoluzione si fa beffe del lavoro e dello scopo di questa istituzione”, ha dichiarato. Washington sostiene che l’iniziativa è collegata a un programma ideologico più ampio sulle riparazioni e la “giustizia cognitiva”. Ha affermato che l’Onu dovrebbero concentrarsi sulla pace, sulla prosperità e sulle relazioni tra gli stati invece che su un dibattito relativo a carte geografiche del cinquecento.
L’obiezione dell’Ucraina è stata diversa. Kiev ha dichiarato di sostenere una cartografia accurata e scientificamente fondata e di riconoscere le preoccupazioni riguardanti la rappresentazione storica dell’Africa e di altre parti del sud globale. Però ha contestato la proiezione Equal earth perché alcune carte raffigurano i territori ucraini occupati dalla Russia in modi che Kiev considera incompatibili con il diritto internazionale. Ha inoltre avvertito che la risoluzione, il cui intento è correggere alcune storture storiche, potrebbe creare nuove dispute. Anche la Serbia si è astenuta per le preoccupazioni relative ai confini rappresentati nei materiali associati a Equal earth.
L’Unione europea ha sostenuto la risoluzione, ma facendo delle precisazioni. Secondo Bruxelles il testo si “limita alla rappresentazione cartografica a fini educativi, di sensibilizzazione e di alfabetizzazione geografica” e non incide sulla sovranità, sullo status territoriale, sulla delimitazione dei territori o sui confini riconosciuti a livello internazionale.
Simile la posizione del Regno Unito: ha appoggiato la risoluzione, ma precisando di non considerare le proiezioni cartografiche storiche un’ingiustizia che richiede riparazioni. Anche Londra ha espresso preoccupazione per la rappresentazione di alcuni territori contesi, affermando che “le carte geografiche non devono occultare o legittimare atti recenti che molti stati membri hanno concordemente definito un’aggressione”.
Cosa cambia e cosa no
Queste riserve non hanno impedito che la risoluzione fosse approvata. Hanno chiarito cosa cambia con il voto e cosa no. Le Nazioni Unite non hanno ridisegnato i confini. Non hanno invalidato la proiezione di Mercatore. Non hanno imposto a tutti i paesi di usare la Equal earth. Hanno sostenuto il principio secondo cui, quando le carte geografiche sono usate per rappresentare le dimensioni relative dei continenti, le proiezioni possono offrire un’immagine più accurata. Per gli attivisti africani che hanno promosso la risoluzione è questo l’importante.
Una battaglia nata da gruppi della società civile che mettevano in discussione un planisfero familiare a tutti è passata dall’Unione africana per approdare all’assemblea generale dell’Onu.
“L’Africa non ha bisogno di essere resa più grande”, ha dichiarato Makura. “Ha bisogno di essere vista in modo accurato”.
“Se per così tanto tempo ci siamo sbagliati su qualcosa di fondamentale come le dimensioni del continente”, si chiede, “cos’altro sull’Africa abbiamo accettato senza farci troppe domande?”. ◆ gim
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati