Le ondate di calore come quella che sta soffocando la Spagna e il resto dell’Europa occidentale arrivano sempre prima, finiscono sempre più tardi e sono più intense a causa del riscaldamento dell’atmosfera e degli oceani. In Spagna le temperature estreme, in anticipo rispetto all’inizio dell’estate, hanno colpito anche città poco abituate come Bilbao. La Francia è stata quasi paralizzata dalla seconda ondata di calore nell’arco di venti giorni. Gli abitanti delle città tedesche hanno dovuto rifugiarsi in case più attrezzate contro il freddo che contro la canicola.

Le conseguenze per la politica sono di due tipi. Considerando gli effetti nel lungo periodo, è indispensabile abbandonare progressivamente e con decisione i combustibili fossili, responsabili del riscaldamento globale, e incentivare con costanza le fonti rinnovabili. I problemi di queste fonti energetiche, come la difficoltà di accumularle e la loro instabilità intrinseca, possono essere risolti investendo nelle tecnologie necessarie. Il 22 giugno a Londra António Guterres, il segretario generale dell’Onu, ha invitato la comunità intenzionale ad “avviare una rivoluzione dell’energia pulita” per allontanarsi dalla benzina, dal gas e dal petrolio. I governi e i consumatori devono fare pressione sulle grandi aziende tecnologiche che puntano sull’intelligenza artificiale – una rivoluzione che richiede grandi quantità di energia e di acqua – perché usino fonti pulite.

Nel breve periodo, i governi devono impegnarsi una volta per tutte a mitigare gli effetti di un riscaldamento globale che continuerebbe a crescere per decenni anche se smettessimo subito di emettere CO2. In questi giorni ne abbiamo l’esempio perfetto: il caldo soffocante nelle scuole. In Spagna solo l’1 per cento degli istituti ha un sistema di climatizzazione. Un tempo il caldo estremo coincideva con le vacanze, ma oggi le ondate di calore arrivano a maggio. II cambiamento climatico è già qui, e bisogna adattarsi con determinazione e intelligenza politica. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati