Il pericolo è sempre stato parte dell’intramontabile saga di Toy story. Dal bambino psicopatico che li distrugge in poi i giocattoli hanno affrontato e superato numerose minacce. Ma finora i loro proprietari stavano sempre bene. Ora invece l’onnipresenza dei dispositivi digitali ha reso i bambini tristi e alienati. E la minaccia esistenziale non riguarda solo i giocattoli ma incombe sull’infanzia stessa. Tuttavia, come per l’intera serie, gli aspetti più seri sono stemperati da una generosa dose di comicità. Probabilmente non sarà il capitolo preferito di Toy story per nessuno, ma è un film Pixar ben rifinito che difficilmente deluderà i fan. Divertenti alcuni personaggi nuovi, tra cui Smarty pants (Conan O’Brien), un dispositivo elettronico vagamente obsoleto per imparare a usare il vasino, che offre alla sceneggiatura la possibilità di indulgere in un’abbondanza di umorismo scatologico. Wendy Ide, The Observer
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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati