Il 12 luglio un tribunale di Port Sudan, nella parte del Sudan controllata dall’esercito comandato dal generale Abdel Fattah al Burhan, ha condannato a morte in contumacia il leader delle Forze di supporto rapido (Rsf) Mohamed Hamdan Dagalo ( nella foto ) e altri quindici paramilitari per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio commessi ad Al Geneina, nel Darfur Occidentale, scrive Al Jazeera. Il verdetto è stato respinto dalla coalizione politica di cui fanno parte le Rsf. Intanto circa mezzo milione di persone rischia di subire atrocità su larga scala a El Obeid, capoluogo del Nord Kordofan, assediato dalle Rsf. “Nonostante i rischi”, nota Sudan Tribune, “decine di migliaia di sfollati continuano ad arrivare in città in cerca di rifugio”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati