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Cosa vuol dire vincere un World press photo

Dal Sudan in rivolta contro Al Bashir alle manifestazioni di Hong Kong, dagli incendi in Australia alla Champions league, i racconti personali dei fotografi dell’Afp premiati quest’anno al World press photo. Leggi

I militari reprimono nel sangue le speranze dei sudanesi

Il consiglio militare di transizione ha interrotto i negoziati con l’opposizione e i rappresentanti della società civile, che con le loro proteste avevano fatto cadere il regime di Omar al Bashir. Leggi

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Per la rivoluzione sudanese si apre una stagione difficile

È ragionevole credere che tra sei mesi a Khartoum si insedierà un governo di transizione composto da civili che dovranno prendere decisioni economiche impopolari. Leggi

La rivoluzione algerina e quella sudanese hanno molto da insegnare

I manifestanti – spesso provenienti dalla classe media – hanno imparato la lezione dei fallimenti della primavera araba e si sono dotati degli strumenti per ottenere risultati migliori di quelli dei loro predecessori. Leggi

In Sudan una rivolta pacifica chiede la fine del regime di Al Bashir

I sudanesi chiedono pane e libertà. Ma il regime del dittatore, al potere da trent’anni, ha represso con la violenza i cortei e le vittime sono già più di 60. Leggi

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In Sudan è in corso una crisi ignorata

Nel paese le proteste vanno avanti da tre mesi, senza occupare i notiziari internazionali. Ora il presidente ha due possibilità: farsi da parte o restare aggrappato alla presidenza e spingere il suo paese in una nuova guerra civile. Leggi

In Sudan sale l’onda della rivolta contro Omar al Bashir

L’ex generale, accusato di genocidio dalla Corte dell’Aja, è ancorato al potere dal 1989. I manifestanti chiedono le sue dimissioni e un consiglio di transizione. Leggi

Migranti rimpatriati in Sudan, la corte europea ammette il ricorso

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso contro l’espulsione dall’Italia di cinque sudanesi che rischiano la persecuzione nel loro paese. Leggi

Via dal Sud Sudan
Gli Stati Uniti rimuovono una parte delle sanzioni economiche contro il Sudan
Gli Stati Uniti rimuovono una parte delle sanzioni economiche contro il Sudan. Dopo vent’anni di tensioni tra i due paesi, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato che eliminerà parte delle sanzioni contro Khartoum per i progressi fatti dal paese contro il terrorismo. Le sanzioni sono state imposte per la prima volta nel 1997da Bill Clinton per il sostegno del Sudan alla rete jihadista di Osama bin Laden e in seguito rinnovate a causa del conflitto nel Darfur.
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Verso sud
Il Sudan accusato di aver usato armi chimiche in Darfur.
Il Sudan accusato di aver usato armi chimiche in Darfur. Secondo un rapporto dell’omg Amnesty International, il governo di Khartoum avrebbe sferrato almeno trenta attacchi nella zona del Jebel Marra, in Darfur, con agenti chimici. L’ong stima che duecento persone siano morte in questi bombardamenti, che hanno preso di mira i ribelli del Sudan Liberation Army di Abdel Wahid (Sla/Aw). Il rapporto si basa su decine di testimonianze e sull’analisi di immagini satellitari.
Perché si combatte in Sud Sudan

Negli ultimi giorni centinaia di persone sono state uccise nella capitale del Sud Sudan, Juba, duranti gli scontri tra fazioni rivali. Il conflitto ha acquistato una forte componente etnica e ogni giorno la crisi si aggrava. Il video del New York Times spiega le ragioni di questi scontri. Leggi

Resta in carcere l’eritreo arrestato in Sudan il 24 maggio con l’accusa di essere un trafficante.
Resta in carcere l’eritreo arrestato in Sudan il 24 maggio con l’accusa di essere un trafficante. L’uomo è stato estradato in Italia il 6 giugno con l’accusa di essere tra i capi di una delle organizzazioni che gestiscono la tratta di migranti tra l’Africa e le coste siciliane. Il giudice delle indagini preliminari ha respinto la richiesta di scarcerazione dell’avvocato dell’eritreo, che nega di essere il trafficante ricercato e dice di essere vittima di uno scambio di persone.
Gli elettori del Darfur scelgono di mantenere lo status quo.
Gli elettori del Darfur scelgono di mantenere lo status quo. Nel referendum amministrativo che si è svolto dall’11 al 13 aprile, il 93 per cento degli abitanti di questa regione del Sudan ha votato per mantenere l’attuale divisione in cinque stati, invece di riunirli in un’unica entità amministrativa. Si tratta dell’opzione favorita del governo centrale di Khartoum.
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Al via un referendum sulle divisioni amministrative del Darfur.
Al via un referendum sulle divisioni amministrative del Darfur. Gli abitanti di questa parte del Sudan hanno tre giorni per decidere se il Darfur, attualmente diviso in cinque parti, deve tornare a essere un’unica regione, come prima del 1994. Il referendum è una delle tappe previste dal Documento di Doha per la pace in Darfur del 2011. Si teme, però, che l’affluenza sia bassa, perché non è chiaro quali siano i vantaggi delle due opzioni.
È morto in Sudan Hassan al Turabi, storico leader dell’opposizione.
È morto in Sudan Hassan al Turabi, storico leader dell’opposizione. Uno dei più feroci critici del regime del presidente Omar al Bashir è morto a 84 anni in un ospedale di Khartoum dove era stato ricoverato per un attacco cardiaco.
Trenta giornalisti sudanesi cominciano lo sciopero della fame.
Trenta giornalisti sudanesi cominciano lo sciopero della fame. La protesta segue la sospensione a tempo indeterminato della pubblicazione del quotidiano El Tayar, colpevole secondo le autorità di aver “incitato una primavera araba” nel paese, e vuole anche scongiurare la possibile condanna a morte del direttore. Secondo l’indice sulla libertà di stampa di Reporter sans frontières il Sudan è al 174esimo posto su 180.
Trenta giornalisti sudanesi cominciano lo sciopero della fame.
Trenta giornalisti sudanesi cominciano lo sciopero della fame. La protesta segue la sospensione a tempo indeterminato della pubblicazione del quotidiano El Tayar, colpevole secondo le autorità di aver “incitato una primavera araba” nel paese, e vuole anche scongiurare la possibile condanna a morte del direttore. Secondo l’indice sulla libertà di stampa di Reporter sans frontières il Sudan è al 174esimo posto su 180.
Il Bahrein e il Sudan hanno espulso gli ambasciatori iraniani.
Il Bahrein e il Sudan hanno espulso gli ambasciatori iraniani. I diplomatici avranno 48 ore per lasciare i due paesi. La decisione arriva dopo che il 3 gennaio l’Arabia Saudita ha rotto i rapporti diplomatici con l’Iran, in seguito all’assalto alla sua ambasciata a Teheran. Le tensioni tra i due paesi si sono aggravate dopo l’esecuzione dell’imam sciita Nimr al Nimr, leader religioso e oppositore della casa reale saudita. Nel frattempo anche gli Emirati Arabi Uniti hanno preso provvedimenti contro Teheran, richiamando il loro ambasciatore in Iran e annunciando che ridurranno le relazioni diplomatiche.
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