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Museo del Novecento, Firenze, fino al 13 settembre
Georg Baselitz era famoso soprattutto per i ritratti capovolti di persone più grandi del reale, come il suo autoritratto alto e snello con la testa calva. Un gesto giocoso e disorientante da parte di un artista anarchico, comico, ma al tempo stesso estremamente serio, che sentiva di appartenere a un mondo assurdo fatto di valori ribaltati. Baselitz, scomparso a 88 anni poco dopo l’inaugurazione di questa mostra, era, insieme a Gerhard Richter, il più noto e originale del gruppo di giovani artisti tedeschi ribelli, emersi nel secondo dopoguerra per sfidare le memorie di una nazione che cominciava a elaborare la sua recente storia traumatica.
Financial Times
PhotoEspaña
Sedi varie, fino al 13 settembre
Cento mostre distribuite dal 13 maggio al 13 settembre, tra le quali si distinguono tre nomi: due grandi della fotografia statunitense del novecento, Robert Frank e Richard Avedon, accanto alla vincitrice del premio nazionale spagnolo per la fotografia Isabel Muñoz. Frank fissa l’americanità, come la definì Jack Kerouac, in scatti in bianco e nero che trasudano umorismo e malinconia: le strade senza fine, le automobili, i vecchi, i bambini in attimi di vita quotidiana. Alla fondazione Mapfre il capolavoro di Avedon ritrae su uno sfondo bianco i perdenti del sogno americano. A Isabel Muñoz è stato commissionato un diario di campo ispirato all’Escorial e al bosco circostante di La Herrería.
El País
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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati