Alcune domande per fan più accaniti dei Cramps: volete ascoltare un primo tentativo di fare un album di debutto, datato intorno all’ottobre del 1977? Registrato a un anno dalla loro formazione e prodotto da Alex Chilton? Certo che lo volete, chi direbbe di no? All’inizio la band avrebbe dovuto registrare solo una versione di Tv set ma grazie al produttore, nonché leader dei Big Star, fecero un intero album; alcune di queste tracce le ritroviamo in pubblicazioni successive ma qui le possiamo ascoltare in versioni diverse, come The natives are restless. In generale in Gravest gravy è presente una visione alternativa, ancora più grezza e affascinante, di quello che sarebbe potuto essere il loro album di debutto. È fantastico poterlo apprezzare a distanza di cinquant’anni. Questa ristampa fa parte di una serie che interesserà tutta la produzione della band newyorchese. Un disco essenziale per gli appassionati ma anche per chi vuole avvicinarsi alla loro musica.
Matthew Berlyant, Under The Radar

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati