“Un accordo storico sui danni causati dai social media a bambini e adolescenti”, scrive il New York Times commentando il patteggiamento con cui la Meta, l’azienda che controlla Facebook e Instagram, ha accettato di pagare più di 17 miliardi di dollari per chiudere una causa intentata da 47 stati. La loro richiesta era di duecento miliardi di dollari di risarcimento. L’azienda si è impegnata anche a modificare profondamente le sue piattaforme, accusate di creare dipendenza. L’intesa, tra le più onerose mai sottoscritte da un’azienda tecnologica, prevede limiti al tempo che i minorenni possono trascorrere sui social media e restrizioni alle funzioni considerate dannose per la salute mentale. “L’accordo potrebbe segnare una svolta nella regolamentazione dell’intero settore dei social media, finora sottoposto a controlli limitati”. Contro la Meta sono ancora aperte altre cause promosse da scuole e famiglie. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati