La Meta, l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram, ha accettato di introdurre nuove misure per tutelare gli adolescenti quando usano le sue app, in una decisione che negli Stati Uniti potrebbe modificare radicalmente l’esperienza dei social media per i più giovani.

Con un cambio di rotta, il gigante tecnologico renderà predefiniti certi limiti per garantire la sicurezza di ragazzi e ragazze, invece di chiedere di attivarli volontariamente.

Le modifiche fanno parte di un accordo raggiunto in un importante processo in California, negli Stati Uniti, che impone inoltre all’azienda di pagare fino a 17 miliardi di dollari agli stati che hanno intentato la causa. La Meta ha inoltre accettato di pagare un miliardo di dollari al Texas, che non aveva partecipato al processo. L’accordo rappresenta la prima volta in cui la Meta è stata costretta a modificare caratteristiche fondamentali dell’esperienza degli utenti.

Rob Bonta, procuratore generale della California e uno dei principali protagonisti della causa, avviata da 29 stati, ha definito i cambiamenti un momento di “svolta” e ha affermato che il fatto che queste funzionalità siano previste come impostazioni predefinite renderà più difficile per i ragazzi aggirarle.

Restrizioni predefinite

Il cambiamento più importante è che la Meta è ora tenuta a rendere predefinite molte impostazioni di sicurezza per gli account creati dagli adolescenti, segnando un cambio di rotta rispetto al precedente approccio alla sicurezza dei minori, basato sull’attivazione volontaria. Queste impostazioni non possono essere modificate senza il permesso dell’account di un genitore, collegato a quello dei figli.

Anche se la Meta ha da tempo indicato strumenti tipo le notifiche sul tempo trascorso davanti allo schermo come prova dell’impegno dell’azienda per la tutela dei più piccoli, in precedenza non li aveva resi predefiniti.

Quando gli adolescenti creeranno un account su Instagram, per esempio, non vedranno più un feed personalizzato né i “Mi piace” sui propri post, a meno che un genitore non modifichi l’impostazione.

L’accusa ha sostenuto che le opzioni di sicurezza della Meta per gli adolescenti sono usate raramente perché non sono attivate automaticamente. Un procuratore dello stato del Colorado ha chiesto conto al capo di Instagram Adam Mosseri della notifica sul tempo trascorso davanti allo schermo, chiamata “Take a break”. Secondo lui, solo l’1,8 per cento degli adolescenti aveva scelto di usarla. Un manager della Meta aveva detto che pochissime persone avevano mai usato la funzionalità.

“Ho dichiarato pubblicamente che i tassi di adesione sono bassi”, ha affermato Mosseri.

Le modifiche, soggette all’approvazione del tribunale, si aggiungerebbero ad alcune delle restrizioni che l’azienda mette già a disposizione per gli account degli adolescenti. L’accordo vieta inoltre alla Meta di rilasciare dichiarazioni false e fuorvianti sulle proprie misure di sicurezza.

La supervisione dei genitori

L’accordo conferisce ai “genitori supervisori” la possibilità di monitorare ampiamente e modificare le impostazioni dell’account di un adolescente, se entrambi gli utenti acconsentono ai controlli. Le funzionalità di supervisione dei genitori comprendono la possibilità di ricevere informazioni sul tempo trascorso dai figli sull’app, oltre ai nomi utente dei loro contatti social e a quelli degli account che gli inviano messaggi.

Inoltre, i supervisori riceveranno ogni giorno notifiche dalla Meta quando l’adolescente invierà per la prima volta un messaggio a un adulto, insieme a un link all’account di quest’ultimo. Gli account dei genitori riceveranno una notifica anche ogni volta che i figli effettueranno ricerche di parole chiave relative a suicidio, autolesionismo o disturbi alimentari.

Limiti di tempo e modalità scuola

La Meta sarà tenuta a introdurre limiti predefiniti sull’uso delle sue app da parte degli adolescenti, che varieranno a seconda dell’ora del giorno.

Gli account degli adolescenti potranno essere usati complessivamente per due ore al giorno, anche se i genitori potranno modificare queste impostazioni.

L’accordo impone inoltre una “modalità notte” e una “modalità scuola”, che limitano l’uso delle app e le notifiche da mezzanotte alle 6 e dalle 8 alle 15 nei giorni feriali durante l’anno scolastico.

La Meta ha accettato di limitare il tempo che ragazze e ragazzi passano sulle sue app a una sola ora al giorno se altri social media introdurranno restrizioni simili.

Disattivazione dei “Mi piace” e dei filtri

L’accordo impone di limitare le funzionalità che incentivano la social comparison (confronto sociale) tra gli adolescenti, vietando in modo predefinito la visualizzazione del numero di “Mi piace” e impedendo agli adolescenti di usare “filtri bellezza”.

Verifica dell’età e dei rischi per la privacy

Saranno usati documenti d’identità o sistemi di riconoscimento facciale per assicurarsi che gli adolescenti non usino account Instagram per adulti. Questi sistemi dovranno essere sottoposti ogni anno a test da parte di un soggetto terzo.

La raccolta di dati comportamentali e identificativi comporta rischi significativi per la privacy, ha affermato David Greene, consulente legale della Electronic frontier foundation, organizzazione che si occupa di privacy nel settore tecnologico. È estremamente difficile proteggersi dalle violazioni dei dati e dalle richieste di accesso ai dati da parte delle forze dell’ordine, ha affermato Greene.

Un precedente

In una lettera aperta pubblicata il 26 agosto, la Meta ha invitato TikTok e YouTube a introdurre cambiamenti simili nel modo in cui gestiscono gli account degli adolescenti. La Snap, un’azienda di social media molto più piccola, non è stata inclusa nella lettera.

La Meta ha affermato che l’accordo “rivoluzionario” funzionerebbe solo se tutte le piattaforme adottassero politiche simili.

“Poiché gli adolescenti si spostano liberamente tra decine di app, abbiamo bisogno di una soluzione che coinvolga l’intero settore”, ha dichiarato CJ Mahoney, capo del settore legale dell’azienda.

Il gruppo di attivisti digitali Tech oversight project ha affermato che il congresso degli Stati Uniti deve garantire che queste limitazioni “siano obbligatorie su ogni piattaforma e siano permanenti”.

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