“Ad Haiti le bande armate continuano ad avanzare”, scrive il Miami Herald. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto a Kenscoff, sulle colline vicino a Port-au-Prince, la coalizione Viv Ansanm ha assaltato molte case e una chiesa, uccidendo decine di persone. La strage arriva dopo mesi di violenze che hanno costretto 1,5 milioni di haitiani a lasciare le loro case. Mentre la crisi si aggrava, gli Stati Uniti hanno ripreso le espulsioni verso Haiti. Il 20 agosto un volo ha riportato nel paese 161 persone, dopo che l’amministrazione Trump ha cancellato lo status di protezione temporanea che consentiva a circa 350mila haitiani di vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti. Washington vuole aumentare i rimpatri, nonostante le critiche per i rischi legati al ritorno in un paese dove le bande controllano il 70 per cento della capitale.

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati