Yantai, Cina (Feature China, Future Publishing/Getty)

Le aziende automobilistiche cinesi producono così tanti veicoli destinate all’esportazione che non trovano abbastanza navi per spedirle all’estero, scrive il Wall Street Journal. Le imprese specializzate nel trasporto marittimo delle auto hanno le loro imbarcazioni già prenotate per i prossimi anni. La carenza dell’offerta ha fatto salire i prezzi, che quest’anno sono aumentati del 65 per cento: a giugno il costo medio di un’imbarcazione era di 70mila dollari al giorno, contro i 42.500 dollari registrati alla fine del 2025. Alcune case automobilistiche sono così in difficoltà che hanno cominciato ad affittare navi portacontainer, usate di solito per prodotti come i mobili, i vestiti e i dispositivi elettronici.

Questa modalità di trasporto, però, nel caso delle auto è più costosa e più rischiosa. Negli ultimi anni gli operatori marittimi avevano rafforzato le loro flotte per soddisfare la domanda crescente: secondo i dati più recenti, il numero di imbarcazioni disponibili è aumentato del 40 per cento. Ma è difficile sostenere i ritmi impressionanti dell’economia cinese: nel 2019 il paese asiatico ha esportato circa seicentomila veicoli; quest’anno dovrebbe arrivare a dieci milioni. La necessità di avere navi spaziose a completa disposizione sta spingendo alcune case automobilistiche cinesi a investire direttamente nel settore del trasporto marittimo: il produttore di auto elettriche Byd, per esempio, ha lanciato la sua prima imbarcazione nel 2024 e attualmente dispone di una flotta di otto navi. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati