◆ L’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature medie globali a meno di 1,5 gradi rispetto al periodo preindustriale è ormai ufficialmente irraggiungibile. Questo impegno era il più ambizioso tra quelli sottoscritti dai quasi duecento paesi firmatari degli accordi di Parigi nel 2015, ed era considerato essenziale per evitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico. Ma un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) ha ammesso che quella soglia sarà superata nel giro di pochi anni, e che anche nel migliore dei casi il riscaldamento raggiungerà almeno 1,8 gradi nel corso di questo secolo. Questa previsione si basa sullo scenario più ottimistico tra quelli presi in considerazione, in cui le emissioni globali di gas serra saranno dimezzate nei prossimi dieci anni e raggiungeranno lo zero netto intorno al 2050. Se così fosse, secondo il rapporto sarebbe possibile riportare le temperature al di sotto della soglia degli 1,5 gradi entro il 2100 eliminando dall’atmosfera i gas serra in eccesso. Per riuscirci però bisognerebbe rimuovere ogni anno decine di migliaia di tonnellate di anidride carbonica, non solo attraverso soluzioni naturali, per esempio piantando alberi, ma anche aumentando enormemente il ricorso a tecnologie come la cattura diretta dall’aria, che sono ancora in fase di sviluppo. Secondo l’Unep, in base agli impegni attuali dei governi per la riduzione delle emissioni, il riscaldamento arriverà a 2,5 gradi entro la fine del secolo.

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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 140. Compra questo numero | Abbonati