I ricordi non sono conservati dal cervello come immagini immutabili, ma vengono ricostruiti ogni volta che li richiamiamo alla mente. Louis Renoult, docente di neuroscienze cognitive all’università dell’East Anglia, nel Regno Unito, spiega in un articolo del País che uno stimolo (come un profumo) o uno stato d’animo possono modificare il modo in cui riviviamo un’esperienza.
L’ippocampo svolge un ruolo fondamentale nel riattivare i ricordi, ma nella ricostruzione ci possono essere omissioni e aggiunte. Per questo, ricordando le estati della nostra infanzia, tendiamo a conservare soprattutto i momenti più belli: le abitudini, le persone e le emozioni positive. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 142. Compra questo numero | Abbonati