Neuroscienze

Neuroni umani nel cervello dei ratti

Un gruppo di ricercatori ha trapiantato organoidi cerebrali nei roditori, scoprendo che s’integravano nelle loro reti neurali e potevano cambiarne il comportamento Leggi

Perché la mente si stanca

Anche i giocatori di scacchi professionisti sentono la stanchezza mentale. Dopo quattro o cinque ore di gioco cominciano a sbagliare. Il meccanismo è ignoto, ma un nuovo... Leggi

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I neuroni funzionano come un’orchestra

Simona Lodato studia la grande varietà e le caratteristiche delle cellule della nostra corteccia. Leggi

Come cresce il cervello

Un catalogo composto da 123mila immagini mostra come cambia il cervello nel corso degli anni. Questo strumento permette di disegnare una curva di crescita cerebrale, come... Leggi

Nel cervello dei non vedenti

Quando la corteccia visiva perde la sua funzione principale, si riorganizza per svolgere altri compiti. Per esempio, si attiva per rispondere a stimoli uditivi, tattili e... Leggi

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Risultati poco affidabili

Molti studi, pubblicati su riviste prestigiose, si basano sulle immagini del cervello ottenute con la tecnica della risonanza magnetica funzionale (fmri). Attraverso l’interpretazione... Leggi

Le canzoni accendono il cervello

Un team di ricercatori ha scoperto che una popolazione di neuroni, diversa da quella preposta all’elaborazione delle informazioni musicali, reagisce in particolare al canto Leggi

Tra la vita e la morte

Un elettroencefalogramma per monitorare gli attacchi epilettici in un paziente di 87 anni, morto all’improvviso a causa di un infarto, ha permesso di rilevare, per la prima... Leggi

Il tempo delle decisioni

Il tempo necessario per prendere decisioni semplici comincia ad allungarsi dopo i vent’anni d’età. Il rallentamento non è però dovuto a processi mentali più lenti,... Leggi

L’odore della mamma

L’odore materno dà sicurezza. Un nuovo studio dimostra che quando i bambini lo sentono sono più socievoli verso persone estranee, scrive Science Advances. I ricercatori... Leggi

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Dormiveglia creativo

Lo stato tra la veglia e il sonno potrebbe essere un momento particolarmente creativo. L’ipotesi, formulata in passato dall’inventore statunitense Thomas Edison, è stata... Leggi

La forma delle parole

I suoni “buba” e “chichi” sono associati rispettivamente, in modo quasi universale, a una forma tondeggiante e a una spigolosa. L’esperimento è stato condotto su... Leggi

Misteriosi monologhi interiori

Molte persone sentono delle voci interiori e le ascoltano per prendere decisioni importanti nella vita. Ma i neuroscienziati non hanno ancora capito da cosa dipende e come mai non succede a tutti. Leggi

Pensare troppo può far male

Una iperattività dei circuiti neurali che generano pensieri  senza alcun legame diretto con l’ambiente potrebbe portare a una maggiore creatività ma anche al nevroticismo, per esempio a vedere minacce ovunque. Leggi

Con la musica s’impara meglio

Era già noto che la musica aiuta lo sviluppo neurologico dei bambini. Uno studio mostra che aiuta anche quello degli adolescenti. Leggi

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A memoria d’uomo

Per la prima volta un gruppo di ricercatori ha osservato la formazione di un ricordo nel cervello umano studiando la memoria episodica, cioè la memoria legata a eventi della vita reale o a esperienze. Il suo mancato funzionamento, per esempio a causa della malattia di Alzheimer, può essere devastante. Leggi

Per decidere si deve dormire

La mancanza di sonno può essere all’origine di gravi errori. Un gruppo di ricercatori del centro del sonno della Washington state university ha testato le capacità decisionali di 26 volontari. Metà di loro era stata sveglia per due giorni, mentre l’altra metà aveva dormito normalmente.

Il test prevedeva di fare delle semplici scelte secondo una regola da apprendere da soli durante l’esperimento. Inizialmente tutti i partecipanti hanno superato la prova. Quando però la regola è cambiata a sorpresa, quelli in debito di sonno non sono riusciti ad adattarsi e hanno accumulato errori. L’ipotesi, scriveSleep, è che la mancanza di sonno alteri la capacità cognitiva di elaborare un cambiamento usando le informazioni che arrivano di volta in volta.

Offerte interessate 

Le donazioni fatte in forma non anonima derivano più dal desiderio di competere che da quello di aiutare. Questo sembra essere vero soprattutto per gli uomini, mentre le donne sarebbero spinte da motivazioni diverse. È questa la conclusione alla quale sono arrivate due ricercatrici inglesi, Nichola Raihani e Sarah Smith.

Le ricercatrici hanno studiato una piattaforma digitale usata nel Regno Unito per la raccolta di fondi online. Il sito raccoglie migliaia di campagne di diverso tipo. Ogni causa ha il promotore, spesso raffigurato con una foto personale, e la lista temporale delle donazioni. Le ricercatrici hanno analizzato 2.561 campagne, selezionando le 1.829 con contributi più alti. Tra le donazioni “in chiaro”, 420 erano fatte da uomini e 248 da donne. Si è scoperto che gli uomini tendono a donare somme più alte quando il fundraiser è una donna attraente oppure subito dopo una donazione generosa da parte di un altro uomo.

La spiegazione del fenomeno, probabilmente inconscio, potrebbe essere evolutiva: con una donazione generosa gli uomini segnalano di essere un buon partner. Dallo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, potrebbero derivare alcune indicazioni per il successo di una campagna di raccolta fondi: avere un promotore donna attraente e cercare di avere donazioni generose da subito.

Imparare osservando la sorprendente realtà

Una locomotiva giocattolo che rimane sospesa nello spazio, una palla nascosta dietro lo schermo di sinistra che riappare dietro lo schermo di destra, la stessa locomotiva che sembra attraversare un muro posto sul suo percorso: sono questi gli eventi che sono stati mostrati ai bambini di undici mesi di età. I bambini li guardano più a lungo del solito, dilatano le pupille, fanno smorfie.  Leggi

Incrociamo le dita

Il dolore percepito dipende anche dalla posizione: cambiandola il dolore può ridursi. Un’équipe di ricercatori britannici ha fatto provare a dei volontari una sensazione di bruciore sul dito medio, alternando stimoli caldi e freddi, e ha osservato che la sensazione si attenuava se si incrociava il medio sull’indice o sull’anulare. Modificare lo schema spaziale potrebbe disorientare le vie cerebrali della percezione del dolore. Resta da capire, scrive Current Biology, se è possibile usare questo tipo di trucchi nel trattamento dei pazienti affetti da dolore cronico.

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