L’aumento degli interessi sui titoli di stato registrato nel mondo da quando è cominciata la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran, il 28 febbraio, ha fatto lievitare di decine di miliardi di dollari i costi sostenuti dai paesi ricchi per i loro debiti. Come scrive il Financial Times, gli stati del G7 devono fare i conti con un costo aggiuntivo pari a sedici miliardi di dollari. Se la tendenza al rialzo degli interessi sui titoli di stato continuerà, la cifra potrebbe salire a 34 miliardi entro il primo trimestre del 2027. Il conto più salato lo stanno pagando gli Stati Uniti, che finora hanno subìto costi aggiuntivi per 10,6 miliardi, a cui potrebbero sommarsi altri 21,7 miliardi entro l’inizio del 2027. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 136. Compra questo numero | Abbonati