◆ Il parco nazionale dei Lençóis maranhenses, nel nordest del Brasile, è uno dei paesaggi più surreali del pianeta. A prima vista sembra un deserto, ma riceve ben 125 centimetri di pioggia all’anno. Il risultato è paradossale: dune di quarzo bianco alte fino a trenta metri si ergono su un mosaico di laghi blu e verdi. In portoghese lençóis significa lenzuola, e l’origine del nome risulta chiara se si osserva la regione dall’alto e le dune sembrano le pieghe di un telo stropicciato.

Questa immagine è stata realizzata a giugno, quando il livello dei laghi raggiunge il picco. Lo strato impermeabile di roccia e argilla sotto le dune impedisce all’acqua di scomparire nel terreno, ma tra agosto e novembre le piogge cessano e a dicembre la maggior parte dei laghi è asciutta. Alcuni appaiono azzurri o turchesi perché la luce si riflette sulla sabbia sottostante, mentre quelli più profondi sono verdastri o marroni a causa delle presenza di sedimenti e alghe.

Le dune, che coprono un’area di circa 900 chilometri quadrati, esistono grazie a una singolare convergenza di fattori. La sabbia di quarzo portata dai fiumi si accumula da centinaia di migliaia di anni su questo tratto di costa particolarmente pianeggiante, aiutata dall’oscillazione del livello del mare e dai venti provenienti da est che spingono le dune verso l’interno a una velocità compresa tra quattro e 25 metri all’anno, impedendo la crescita della vegetazione.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 141. Compra questo numero | Abbonati