Taipei, 2 settembre 2026 (Chiang Ying-ying, Ap/Lapresse)

Joshua Wong, 29 anni, tra i più noti attivisti pro-democrazia di Hong Kong, si è dichiarato colpevole di un secondo capo d’accusa legato alla legge sulla sicurezza nazionale, che dal 2020 ha ristretto notevolmente lo spazio per il dissenso nell’ex colonia britannica. Wong, che stava già scontando una pena di quattro anni e otto mesi, è accusato di aver cospirato, in collaborazione con l’attivista Nathan Law, oggi in esilio, per ottenere sanzioni e altre misure ostili da parte di governi stranieri contro Hong Kong e la Cina. Secondo l’accusa, scrive Hong Kong Free Press, Wong avrebbe incontrato politici stranieri e continuato a sostenere l’imposizione di sanzioni anche dopo l’introduzione della legge sulla sicurezza nazionale, dando risalto sui social media agli incontri.

Il reato prevede pene fino all’ergastolo, ma l’ammissione di colpevolezza dovrebbe servire ad abbassare la pena. Wong è detenuto dal novembre 2020. La sua scarcerazione era prevista per gennaio 2027, ma dopo la nuova condanna potrebbe trascorrere in prigione molti anni. Nel 2022 aveva già ammesso la sua colpevolezza per il reato di cospirazione finalizzata alla sovversione a causa del suo ruolo nell’organizzazione delle primarie del Partito democratico, all’opposizione, che non avevano avuto l’autorizzazione ufficiale.

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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati