Di questi tempi la Corea del Sud non si distingue solo per le sue fiction e per i processori. Il paese asiatico, scrive il Wall Street Journal, ha anche “la borsa più pazza del mondo”. La piazza di Seoul registra da mesi ritmi di crescita senza precedenti, ma quest’estate ha avuto “una volatilità vertiginosa”. L’indice Kospi ha prima triplicato il suo valore grazie al boom dell’intelligenza artificiale (ia) e poi in sei settimane, tra giugno e luglio, ha perso più del 40 per cento, prima di registrare un rimbalzo del 20 per cento. Nel frattempo sono andati persi i risparmi di migliaia di piccoli investitori che volevano fare fortuna grazie all’ia. I sudcoreani sono noti per loro passione sfrenata per le scommesse in borsa: i numerosi trader dilettanti del paese sono soprannominati “esercito di formiche”. E proprio loro, che contribuiscono a due terzi del volume di scambi del Kospi, sono stati colpiti duramente tra giugno e luglio. Per esempio, Yoon Kyung-min, un ingegnere di 44 anni che si era dimesso, aveva puntato metà della sua liquidazione in borsa: in una settimana ha perso 7.200 dollari. Come ha ammesso in seguito, Yoon era convito che “il mercato non avrebbe mai smesso di crescere”. Ora le “formiche” accusano il presidente Lee Jae-myung di aver favorito la speculazione in borsa introducendo regole meno severe per le operazioni. In segno di protesta, un gruppo di investitori ha inviato al parlamento delle corone funebri con il messaggio: “Le formiche sono state massacrate. Rispondete”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 136. Compra questo numero | Abbonati