Francisco Seco, Ap/Lapresse

In Ucraina prosegue l’offensiva aerea russa, condotta con droni e missili da crociera e balistici. Il 28 agosto almeno 38 persone sono morte nel villaggio di Myla, nel distretto di Buča, alla periferia di Kiev (nella foto), dove un drone ha colpito un deposito di munizioni, innescando una serie di esplosioni e incendi durati diverse ore. “Il primo attacco ha colpito un deposito di munizioni che non avrebbe assolutamente dovuto trovarsi lì. È in corso un’indagine per fare luce sui fatti”, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelenskyj. Tra il 31 agosto e il 1 settembre i raid hanno provocato almeno 16 vittime e decine di feriti nella capitale e in altre zone del paese, compresa Odessa. “Nell’ultima settimana”, spiega il Kyiv Independent: “Kiev ha registrato un numero record di allarmi aerei. La Russia ha infatti modificato la sua strategia: oggi ricorre ad attacchi continui, quasi ogni ora, invece che alle consuete grandi ondate notturne di missili balistici e da crociera, precedute da sciami di droni”. Intanto, il 1 settembre, la Germania ha accusato formalmente Mosca del tentato attacco con i droni all’aeroporto di Lipsia-Halle all’inizio di agosto, annunciando pesanti ritorsioni.

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati