“Il 31 agosto il presidente cileno di estrema destra, José Antonio Kast, ha tolto il carattere d’urgenza alla riforma costituzionale sulla sicurezza presentata qualche giorno prima tra le polemiche dell’opposizione di centrosinistra e della destra moderata”, scrive la Cnn. Tra le altre cose la riforma, che ora seguirà il normale iter parlamentare, prevede la possibilità per il governo di decretare uno stato d’emergenza di 120 giorni, prorogabile per altri tre mesi, senza la necessità di un’autorizzazione del parlamento; la sospensione della libertà personale e di movimento; la restrizione al diritto di riunione e l’intercettazione delle comunicazioni nelle zone in cui è in vigore la misura. Secondo il governo, l’obiettivo della riforma è affrontare il problema della sicurezza pubblica “provocato dalla presenza in Cile di organizzazioni criminali e terroristiche”. Kast è stato eletto a dicembre facendo leva proprio sulla preoccupazione dei cileni per l’aumento della violenza.

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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati