Funerali di soldati uccisi, Niamey, 31 agosto 2026 (Niger Presidency, Reuters/Contrasto)

Tra il 28 e il 29 agosto a Niamey, in Niger, ci sono state ore di scontri armati dopo l’ammutinamento di un gruppo di soldati della base 101 – una struttura vicina all’aeroporto che ospita anche un contingente italiano – che hanno preso in ostaggio alcuni compagni e hanno attaccato altri punti strategici della città. La guardia presidenziale e i reparti dell’esercito rimasti fedeli al leader Abdourahamane Tiani hanno avuto la meglio sui rivoltosi grazie all’appoggio delle forze russe dell’Africa Corps. La Russia non è stata l’unica a intervenire per reprimere quello che il governo di Niamey ha definito “un moto di rabbia” dei soldati: anche l’Algeria ha inviato aerei militari per fermare il tentativo di destabilizzazione, scrive il giornale L’Expression. Secondo il sito della radio Deutsche Welle, all’interno dell’esercito nigerino, sotto pressione nella lotta contro il terrorismo islamico, restano delle gravi fragilità strutturali. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati